I documenti prodotti da CALMA

Comunicato stampa del 19 ottobre 2015

In questi giorni il Sindaco dimissionato decide la pedonalizzazione dei Fori, con esclusione anche del transito degli autobus. Non possiamo che plaudire alla stupenda visione dei Fori e del Colosseo non circondati e offuscati da veicoli di tutti i tipi; perciò chiediamo che sia sostenuta da una adeguata pianificazione del periodo di transizione, dalla decisione al consolidamento della chiusura.
Problemi conseguenti a scelte di questa portata debbono essere risolti in modo eccellente per assicurare al progetto qualità e consenso all’altezza di questa bellissima prospettiva. Occorre assolutamente evitare che, per fretta e insufficiente ponderazione delle conseguenze, si determini una situazione confusa con complicazioni che si autoalimentano rendendo impossibile la loro soluzione, fino a diventare la causa dell’abbandono del progetto e forse dell’idea stessa della pedonalizzazione dei Fori. Il rischio di arrivare a conclusioni opposte a quelle nobili che ci si è prefissato di raggiungere è assolutamente da scongiurare.

A - Il licenziamento del sindaco Marino, da parte del PD e del Vaticano, per quanto non inaspettato visti i tristi avvenimenti degli ultimi mesi, complica gravemente la già difficile situazione della Città e dell’Area Metropolitana. Non perché non fosse critico anche il nostro giudizio sull’operato della Giunta e del Consiglio comunale, assai lontano e in contrasto con quanto pur era stato promesso nei programmi elettorali, in particolare per quel che riguarda lo stato insopportabile della mobilità, la pratica delle deroghe urbanistiche per “ interessi generali”, l’inarrestabile consumo di suolo, l’incapacità o non volontà di porre un freno ad opere grandi distruttrici e poco o per nulla utili quando non dannose. Non perché non avessimo rilevato che il Sindaco, invece di sorreggersi sull’elettorato che lo aveva votato trovando in esso la forza che poteva sostenerlo nel risanamento della vita contabile, amministrativa e sociale contro gli interessi fortissimi che si sarebbero opposti, aveva conservato alla partecipazione una funzione esclusivamente burocratica e di facciata e non aveva alcuna idea del cambiamento che sarebbe stato, ed è, necessario sul piano istituzionale e politico. In tal modo dimostrando una pesante incapacità politica e di conseguenza responsabilità sua propria nella depressione della città. La situazione diverrà ancora più pesante, ora, per  il modo in cui è stato defenestrato, per gli interessi che sono riusciti a coalizzarsi per farlo dimettere, e per la vergognosa campagna di stampa che ha martellato sulle insufficienze e  sugli errori del Sindaco. Desta profonda inquietudine e allarme che un quotidiano come la Repubblica titoli “Il Vaticano avverte: via Ignazio e poi saremo neutrali” (12 ottobre, pagg.10 e 11).

Roma, 16 settembre 2014

 

Signor   Presidente della Regione Lazio,

              Assessore alla Mobilità

              Presidente Consiglio Regionale

signori   Consiglieri capigruppo

 

Oggetto: richiesta di incontro sul trasporto pubblico regionale

 

Vi apprestate a discutere, nella seduta straordinaria  del Consiglio regionale del 17 c.m.,del trasporto pubblico regionale, il quale versa in uno stato comatoso e richiede, pertanto, una decisa inversione nelle politiche fin qui seguite.

Il coordinamento Calma vi chiede di poter discutere le linee che verranno elaborate, aprendo un confronto con la nostra e con altri organismi di partecipazione di cittadini, utenti del servizio pubblico, in specie pendolari, e lavoratori.

Si è convenuto di organizzare l’Assemblea, più volte annunciata, sulla proposta comunale di nuovo PGTU , ma non solo. Nel senso che il Pgtu proposto è ancora troppo lontano da quel che ci aspettiamo possa essere utile, per i molti motivi messi in luce negli incontri che ci sono stati presso l’Agenzia per la mobilità (dalla mancanza di una base di indicatori della situazione esistente e dell’efficacia delle azioni proposte, alla indeterminatezza degli obiettivi, alla riduzione degli interventi a quelli (im)possibili senza modifiche strutturali e impegno di nuove progettazioni e di specifici finanziamenti; soprattutto perché si resta in ambito comunale e non di area vasta e metropolitana, senza proposte sullo stato disastroso delle aziende del TPL). Naturalmente la gentilezza dei nostri interlocutori ha permesso alcune correzioni e anche l’attenzione ad alcune proposte, pur senza che ciò abbia potuto modificare né i limiti del processo partecipativo, individuato piuttosto come una“procedura partecipativa”(?), né le caratteristiche della programmazione prevista, per renderla un’efficace processo di decisione partecipata.

A) Due argomenti sono stati dibattuti in premessa

1- Il piano del traffico troverebbe il suo ambito nella regolazione della domanda di mobilità,soltanto ottimizzando l'uso delle infrastrutture e delle risorse esistenti. Questa impostazione riduttiva, che sembra essere propria anche della Giunta comunale, non è accettabile. Del resto la Giunta stessa, nelle premesse della sua memoria del settembre scorso , fa esplicito riferimento sia al decadimento dei livelli dei servizi stradali e del trasporto pubblico e alla insufficienza delle reti infrastrutturali quali cause della congestione urbana; sia al parco obsoleto dei mezzi pubblici e alla riduzione dei trasferimenti finanziari; sia al basso tasso delle infrastrutture dei servizi dedicati alla ciclabilità, alla mobilità elettrica ….