Calma propone a tutte le associazioni, coordinamenti, organismi e singoli abitanti di organizzare insieme una grande ASSEMBLEA DEGLI ANTICORPI DI ROMA , da tenersi a gennaio o febbraio prossimo.
Non soltanto in polemica con la nota affermazione del presidente dell’Autorità nazione anti corruzione, che lui stesso ha cercato successivamente di ridimensionare, e che si potrebbe chiudere con la sua stessa poco credibile precisazione di non voler “finire su tutti i giornali con quella frase”. Soprattutto perché la sentiamo ingiusta nei confronti di quanti, numerosissimi, nella città in questi anni hanno cercato di contrastarne il degrado, di combattere la corruzione e lo spreco di denaro e di proporre soluzioni ai principali e più sofferti problemi della vita quotidiana. Sempre non ascoltati dalle Giunte degli ultimi decenni, e dai partiti egemoni in esse, che hanno condotto la città all’attuale gravissima crisi politica e amministrativa.
Infine perché sentiamo come insopportabile e drammatico il commissariamento dell’intera città, e il modo in cui si è giunti senza un dibattito pubblico nell’ASSEMBLEA CAPITOLINA. La sospensione della vita democratica non è mai stata utile per uscire da situazioni gravi.
Abbiamo qualcosa da dire sulla città, maturato in questi anni di battaglie, sulle ragioni non contingenti del disastro, sulla riduzione all'impotenza dell’impegno dei cittadini, sul fallimento di tutti i sistemi di controllo, sulle azioni che si dovranno avviare/esigere, sui contenuti sui quali impegnare la nuova Assemblea capitolina e metropolitana.
LO VOGLIAMO DIRE!

C.A.L.M.A.    Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa

di BUBO

Le innumerevoli analisi sulla rimozione del sindaco Marino e sulla situazione di Roma confermano alcuni elementi che generano profonda preoccupazione e vergogna: dall’ostile attacco del Papa e a seguire del Vaticano, al comportamento “conforme” al potere di buona parte dei grandi media, alla brutale decisione del licenziamento presa dal primo ministro e segretario del PD, giù giù fino alla scandalosa perdita di dignità dei Consiglieri comunali che, pur di evitare il confronto pubblico sulle cause e le possibili soluzioni della crisi della capitale, hanno preferito recarsi dal notaio e dimettersi. Il caso della presidente del Consiglio comunale che si è detta in lacrime è emblematico della fuga senza fine dalle proprie responsabilità. “Di tutte le lacrime che si ingoiano le più care sono quelle piante su se stessi” già frustava Joseph Roth.

Comunicato stampa del 26 ottobre 2015

Con le dimissioni del sindaco Marino si è manifestata appieno quella brutta crisi del Campidoglio che covava da tempo, le cui cause  immediate risiedono nello sfaldarsi della maggioranza e nel brutale scontro politico che oppone le forze in essa presenti. Ma le cui radici profonde stanno in un governo della città che ha deluso quanti, votandolo,  pensavano possibile l’inizio di  cambiamenti non superficiali nell’abitare, nella mobilità, nell’urbanistica, nell’inclusione sociale, nella cultura; insomma nella vita della città. Né il debito enorme del Comune e delle Aziende, né la deteriorata situazione amministrativa, né parentopoli , né il peso delle rendita e della speculazione hanno convinto il Sindaco a trovare nel suo elettorato e nei cittadini le forze che potevano sostenerlo. La cosiddetta partecipazione è restata apparenza e Mafia Capitale e i tanti episodi di corruzione e malversazione hanno messo in luce il groviglio di interessi criminali intessuti alla politica, devastanti per Roma, L’inadeguatezza delle classi dirigenti e la corruzione sono due aspetti che ricorrono continuamente nella storia della città. Basta ricordare il celebre aforisma  "Capitale corrotta, nazione infetta".

In Campidoglio si apra la discussione sulla natura di questa crisi, iniziando a porvi rimedio precisamente impedendo che si trascini e si concluda al di fuori della sede istituzionale, il Consiglio Comunale, nell’oscuro e ambiguo terreno delle interpretazioni giornalistiche e della manovre dei partiti unicamente preoccupati di accreditare la migliore immagine di se stessi .

Le dimissioni del Sindaco - meno responsabile  del pesante degrado della città di coloro che ne chiedono le dimissioni - assumeranno un significato di brutale estromissione ad opera di chi spera nella continuità dei vecchi giochi politici e nelle grandi abbuffate di sempre, qualora si evitasse un trasparente e comprensibile dibattito in Campidoglio e con la città o quanto più lo si volesse ridurre a una conta già consumata. Basta con le crisi giocate in lotte intestine, trasformismi, fughe dalle responsabilità, curando unicamente di tenere all’oscuro i cittadini.

La grande questione politica di Roma non può ridursi all’onestà personale (indispensabile  presupposto morale ma non argomento politico) ma riguardare  l’idea della città: quale pensiero, quali obiettivi, quale partecipazione e azione degli abitanti  possono costruire un nuovo modo di governare. Roma. Le associazioni, i comitati, le periferie, i diversi quartieri e rioni, le forze vive della città devono essere interlocutori di questo dibattito. Scuotendo in tal modo la rassegnazione, l’apatia e l’indifferenza che ormai serpeggia nel popolo romano.

Calma,modesta  interprete della domanda di rinnovamento,  avverte il pericolo,  mortifero per la città, di una toppa  che lasci tranquilli chi vorrebbe risolvere tutto con futili rassicurazioni.

Questo comunicato è anche un appello perché in Campidoglio e nella città si avvii un dibattito serio, con l’obiettivo non tanto di un nuovo governo, ma di un governo nuovo. Democrazia è qui veramente sinonimo di cambiamento.

C.A.L.M.A.    Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa

Roma 4 agosto 2015 - Vittorio Sartogo ha firmato da poco la petizione organizzata dal Comitato di Quartiere di Torpignattara contro la soppressione della linea Giardinetti. Pubblichiamo l'adesione e il link alla petizione con l'invito a firmarla.

Sottoscrivo la vostra Petizione a nome di CALMA (Coordinamento Associazioni Lazio per la Mobilità Alternativa), www.calmamobilita.net, osservando che la soppressione della ferrovia Giardinetti è, purtroppo, l’ultimo tassello del degrado del traffico urbano e metropolitano che nella metro C, nel dissesto Atac, nello stato pietoso del trasporto pubblico urbano e regionale trovano conferme indiscutibili. Non so più che cosa si possa fare dopo anni e anni in cui si denuncia puntualmente la terribile situazione della mobilità e si propongono correttivi a partire intanto da quel che si può fare subito senza rincorrere megalattici progetti tanto onerosi quanto inutili, se non dannosi o sorgenti di corruzione. Con l’autunno dovremo trovare la forza di unirci tutti perché finalmente si cambi passo, almeno si inizi. Sarà impervio perché il degrado ha origini lontane e profonde radici , ma credo che ci accomuni il dovere civile di trasformare l’indignazione in leva contro l’imbarbarimento.


Vittorio Sartogo, portavoce Calma