1. La riunione, con una buona partecipazione, ha dato inizio a QUALE ROMA ? Osservatorio sulle politiche urbane e regionali ,con l’intento di prendere posizione su quanto avviene, come detto nell’invito e nel documento preparatori dell’incontro stesso, rintracciabili sul sito di Calma in cui è istituita una sezione dedicata. Quale Roma? osservatorio aperto e plurale coopera con quanti - comitati, associazioni, persone, militanti, studiosi, altri osservatori , laboratori coordinamenti – lo volessero o lo vorranno curando che non si determini alcuna sovrapposizione bensì reciproche collaborazioni, utili per rafforzare le possibilità di cambiamento. Quale Roma ? nasce da un’iniziativa congiunta di Calma e PerRoma originata dalla necessità di prendere posizione sul disastro Atac e, più ampiamente, sull’attacco che viene condotto contro la città di Roma raccontata come paradigma della corruzione, degradazione e dell’inefficienza. Le quali evidentemente ci sono, ma bisogna anche ricordare che sono in gran parte il frutto del cattivo governo nazionale e locale e che nella città e nella regione sono ampiamente presenti azioni di resistenza e sollecitazioni al cambiamento dello stato di fatto. La frustrazione per non essere mai ascoltati non deve tradursi nella convinzione, irrobustita dal silenzio di media e politica, che non sia possibile alcuna soluzione di continuità.

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Questa la proposta e l’invito:
noi abitanti movimenti associazioni comitati attivi a Roma e nel Lazio abbiamo perfettamente capito che il diritto a conoscere e a capire, per potere cambiare, non ci verrà regalato da nessuno; e che dovremo conquistarcelo con le nostre forze. Per questo occorre accomunare idee, informazioni, iniziative per contribuire al rafforzamento del conflitto con le cose che non vanno e delle alternative. Rispettosi delle opinioni e dei ruoli di tutti ma consapevoli del fatto che, se non ci uniremo, la capacità di mutare il corso delle cose rimarrà, come è oggi, estremante limitata. Vogliamo diventare, tutti insieme, "osservatorio civico": un punto di partenza forse modesto ma un obbiettivo già in sé ambizioso.
Per rendere chiaro ciò che intendiamo guardiamo al processo di distruzione del servizio di trasporto pubblico. L’opinione pubblica è indotta a credere che la responsabilità del disastro sia del monopolio pubblico inefficiente quando non dei lavoratori fannulloni e che si debba ricorrere alla capacità dei privati acuita dalla concorrenza. Ci uniamo per contrastare questa narrazione interessata a nascondere una situazione molto più complessa, per aprire una discussione pubblica non solo sulle responsabilità dei lunghi anni di malgoverno che hanno concorso a questa situazione ma sulle azioni necessarie per modificare un servizio che deve essere pubblico ed efficace.