A: Spett.li
Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale e di Roma Città Metropolitana
Franco Giampaoletti, Direttore Generale Segretariato Generale di Roma Capitale
Luca Bergamo, Vice Sindaco e Assessore alla Crescita Culturale
Luca Montuori, Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale
Linda Meleo, Assessora a Roma in Movimento
Flavia Marzano, Assessora a Roma Semplice con delega alla Trasparenza
Cinzia Esposito, Direttore Dipartimento Urbanistica
Marcello De Vito, Presidente Assemblea Capitolina
Donatella Iorio, Presidente Commissione Urbanistica di Roma Capitale
Consiglieri di Roma Capitale


Roma, 3 luglio 2018

Oggetto: Stadio della Roma a Tor di Valle. Diffida ad adempiere alla verifica della sussistenza dell’interesse pubblico all’interno del Progetto di Variante urbanistica del PRG ad iniziativa privata nonché all’annullamento della procedura di approvazione della variante urbanistica.

Premesso che

fanno parte integrante di questa Diffida le osservazioni/opposizioni presentate entro l’11 giugno scorso da Associazioni e Comitati al Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale, dunque già in possesso dell’Amministrazione Comunale, sulle procedure seguite per approvare il Progetto cosiddetto “adeguato” Nuovo Stadio a Tor di Valle e per definire la relativa Variante urbanistica. In tali documentazioni vengono rilevate numerose violazioni, a giudizio dei firmatari, delle norme urbanistiche e dei vincoli idrogeologici e architettonici, nonché importanti conseguenze negative per la mobilità dell’area e per la sicurezza, talché è necessario e urgente che il Consiglio Comunale non lasci quelle carte ammuffire negli scaffali dell’Assessorato. Le preoccupazioni espresse dai cittadini per quelle che considerano gravi illegalità e l’inquietudine per il possibile verificarsi di pericolose situazioni meritano un pronto esame da parte dell’organo di governo della città.

Premesso, inoltre, che

l’indagine penale in corso sullo Stadio della Roma coinvolge sia il proponente l’intervento che importanti funzionari pubblici del Comune, di Acea, di altre Amministrazioni, nonché Consiglieri comunali e regionali rendendo plausibile l’influenza degli episodi corruttivi all’esame della Magistratura penale sulle decisioni amministrative, pur con tutte le cautele del caso a garanzia degli indagati e non ignorando che la verifica della correttezza amministrativa compete in primo luogo alla Magistratura amministrativa. Ipotesi comunque non infondata tanto che la stessa Sindaca di Roma ha dichiarato che si condurrà una severa verifica e un controllo adeguato della correttezza degli atti compiuti. Ma la città non può restare sospesa in questa incertezza e il Consiglio Comunale deve rispondere sollecitamente ad alcune domande cruciali che qui sintetizziamo dalla più ampia documentazione prima richiamata:

  1. Perché non è stata preliminarmente verificata la documentazione del proponente sull’equilibrio economico finanziario dell’operazione, facendola asseverare da un soggetto terzo indipendente? Ovvero, perché alla base dell’intera operazione che avrebbe comportato un rilevante raddoppio delle previsioni di cementificazione previste dal PRG si è lasciata la valutazione al solo proponente? Perché non è stato neppure presentato dal proponente il progetto definitivo di tutte le opere pubbliche necessarie per la determinazione della pubblica utilità, compreso il ponte di Traiano, corredate dei computi metrici previsti ? E perché, una volta respinto il progetto di cui alla Deliberazione 132/2014 non è stata neppure convocata una Conferenza dei Servizi preliminare che esaminasse almeno sia la documentazione asseverata che i computi metrici che gli “adeguamenti”? Senza queste condizioni come è stato possibile dichiarare l’interesse pubblico? Non è dunque il momento di valutare l’inesistenza del pubblico interesse onde evitare una perdita certa, economica e ambientale, per la città, con responsabilità piena del Consiglio comunale?
  2. Come poteva il verbale conclusivo della Conferenza dei Servizi decisoria del dicembre 2017 costituire adozione di Variante Urbanistica, trattandosi di una serie di condizioni e prescrizioni che soltanto se osservate in futuro l’avrebbero definita? La norma di cui all’art.62 Dlgs 50/2017 che indica una possibilità cui deve assentire la Regione, è applicabile in carenza di una precisa individuazione NEL VERBALE della Variante? Mancando tale “presenza” nel Verbale della Conferenza dei Servizi, come è stata possibile inserirla successivamente e con quali controlli da parte di chi? Dal momento che il Verbale trasmesso dalla Regione al Comune non è stato neppure sottoposto al Consiglio Comunale nella prima seduta utile, come prescritto dalla legge, perché la Variante venisse adottata, com’è possibile ritenere che il progetto possa “andare avanti”?
  3. Si pensa veramente che i gravissimi problemi di mobilità determinatisi nel quadrante della città in cui è inserita TdV possano essere risolti sulla base di estemporanee dichiarazioni come quelle presentate in Conferenza dei Servizi e contenute nel Verbale conclusivo (dalle corsie dinamiche in alternativa alla mancata attuazione degli interventi su ferro, alla mancata previsione dell’entrata in esercizio dello Stadio solo dopo il completamento delle infrastrutture)? Si pensa veramente di poter evitare senza gravissimi pericoli la costruzione di vie di fuga plurime, previste dalla normativa Coni, addirittura sottacendo l’importanza del ponte carrabile di collegamento con l’autostrada per l’aeroporto di Fiumicino, limitandosi a qualche assicurazione senza impegni precisi? Una Centralità Urbana che in termini di mobilità non rispetti nemmeno quanto espressamente previsto dalle Norme Tecniche del PRG di Roma non indica forse che non c’è alcuna preoccupazione per il collasso della mobilità su quell’intera direttrice, non solo in occasione degli eventi sportivi, ma anche nelle ore di punta di tutti i giorni lavorativi, con l’afflusso di 14.000 lavoratori nell’area direzionale e commerciale proposta?
  4. Si può assicurare che la non apposizione del vincolo architettonico sull’Ippodromo di TdV da parte del soprintendente Prosperetti non abbia subito “influenze”? Risponde al vero che neppure la prescrizione della ricostruzione dell’Ippodromo in altro luogo sia stata osservata dalla società proponente? Il fatto che l’Ippodromo fosse stato inserito nella Carta di Qualità allegata al PRG come elemento che dovesse guidare una progettazione di qualità non implica necessariamente che il progetto “adeguato” non è di qualità?
  5. La sicurezza idraulica dell’area molto fragile ha determinato la classificazione in R3 e R4 da parte dell’Autorità di Bacino, ovvero con vincoli stringenti di edificabilità che inibiscono la Variante proposta. Perché il Comune non ha messo in atto la procedura di declassamento assumendosene la responsabilità piena? Le opere di messa in sicurezza del fosso di Vallerano si ritengono adeguate a evitare rischi e pericoli? Per tutto quanto sopra ampiamente premesso, i sottoscritti, ai sensi e per gli effetti della norma di cui all’art.1454 cod.civ.,

DIFFIDANO

le S.V. a portare in votazione presso l’Assemblea Capitolina una Deliberazione di definitivo annullamento delle Deliberazioni del l’Assemblea Capitolina n.132/2014 e n.32/2017

Con ogni più ampia riserva di diritti, ragioni e azioni.

SOTTOSCRIVONO:
COMITATO DIFENDIAMO TOR DI VALLE DAL CEMENTO COMITATO PENDOLARI ROMA OSTIA
COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI del LAZIO MOBILITA’ ALTERNATIVA – CALMA
COORDINAMENTO RESIDENTI CITTA’ STORICA
GRUPPO d’ INTERVENTO GIURIDICO ONLUS
LEGAMBIENTE LAZIO
ROMAMOBILITAROMA
ROMA NUOVO SECOLO
SALVIAMO IL PAESAGGIO ROMA E LAZIO
OTHEREARTH
VERDI AMBIENTE e SOCIETA’ - VAS
MOBILITAS
ATAC BENE COMUNE 
CdQ ROMA XVI PISANA ESTENSI
COORDINAMENTO AGRO ROMANO BENE COMUNE
COMITATO NO CORRIDOIO ROMA LATINA