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Apertura

Apertura dei lavori di Francesco Staccioli (USB)

Roma 11 maggio 2018 - Assemblea dibattito promossa dalla USB e con la partecipazione della CGT francese contro la privatizzazione del trasporto pubblico.
L'incontro ha avuto come oggetto: il processo di privatizzazione del trasporto pubblico in Italia, in Francia ed in altri paesi UE; le lotte a difesa del servizio pubblico, in particolare nel settore ferroviario, in corso in Francia, illustrate dal rappresentante del sindacato francese CGT Matthieu Reddat delle ferrovie statali francesi (SNCF); la situazione in Italia; gli sviluppi e le iniziative future anche a livello transnazionale.

Bravi

Introduzione di Fabiola Bravi (USB)

Nel primo intervento è stato brevemente presentato il quadro in Italia sui trasporti pubblici evidenziando: la criticità dell'attuale contesto politico (reddito di cittadinanza, flat tax, ecc.); il vincolo di bilancio con le sue pesanti ricadute anche a livello locale, non ultimo il trattamento di favore riservato a quei comuni, considerati "virtuosi", che privatizzano i servizi e mettono in (s)vendita gli immobili; nel settore specifico dei trasporti pubblici, i casi dell'Alitalia e dell'ATAC a Roma, ricordando per quest'ultima la già avvenuta cessione del 20% delle linee al privato (TPL) con servizio anch'esso carente e mancata garanzia degli stipendi. È stata quindi sottolineata la differenza fra le difficoltà delle vertenze sui trasporti in Italia, costrette anche da un quadro normativo penalizzante a risultare frammentate e distanziate nel tempo, e di contro la situazione in Francia con i 3 mesi quasi continui degli scioperi delle ferrovie francesi, nonché il coinvolgimento di altre categorie e settori sociali. Infine si è passati alla presentazione di Matthieu, reduce tra l'altro da un precedente incontro alla stazione ferroviaria di Napoli in cui è stato lanciato un appello per una manifestazione a Montecitorio il 13 giugno.

Reddat

L'intervento di Matthieu Reddat (CGT)

Ha descritto le lotte in corso in Francia contro la privatizzazione delle ferrovie (SNCF) ed accennato anche a quelle di altri servizi pubblici. Questi i punti principali: Il pacchetto Macron sulla privatizzazione di SNCF, di cui ha ricordato in particolare: l'eliminazione di 9.000 km di linee (pari ad un terzo di quelle attuali); l'introduzione di nuove linee (private) che risulteranno più care sia per gli utenti che per le casse dello stato; la privatizzazione della manutenzione, ricordando al riguardo le cattive esperienze in UK, non ultime le numerose morti sul lavoro, ed i bus fuori servizio o a fuoco a Roma.
Il grande impatto degli scioperi pressoché continui da 3 mesi, in pratica 2 gg di sciopero ogni 3, con evidenti ricadute anche nei giorni di ripresa del servizio.
La creazione di una cassa di solidarietà per gli scioperi che ha raccolto ad oggi circa 1 ML di euro.
Il sostegno vicendevole con gli studenti nelle lotte per l'università, in particolare sul diritto di accesso e contro i nuovi criteri elitari, sfociate nell'occupazione di 12 università e nel blocco degli esami.
La solidarietà ed il coinvolgimento di altri settori, tra cui gli elettrici (citato a titolo d'esempio l'aiuto nel riallaccio dei distacchi effettuati dal datore di lavoro). La possibile convergenza con altre lotte a livello transnazionale, quale quella del 9 maggio scorso in solidarietà con i sindacati inglesi, o quella in programma per il 28 e 29 maggio in Belgio, o quella ancora da definire con l'USB a giugno in Italia. Non si tratta semplicemente di solidarietà, ma di una lotta che è già di sua natura sovranazionale, visto che i padroni già non conoscono frontiere e si aiutano vicendevolmente a livello internazionale.
Infine i principi che guidano questa lotta lunga, paziente e capace: la convinzione che sono i lavoratori che creano lavoro e ricchezza per la società; che la lotta è a difesa dei diritti di tutti ed è una questione di rispetto per quegli anziani che hanno sofferto e lottato per trasmetterci gli attuali diritti, quanto di dovere nei confronti dei nostri figli.

Testa

L'intervento di Roberto Testa (USB Macchinista Ferroviere)

Ha menzionato il convegno di Firenze dove si è anche parlato di ri-nazionalizzazione delle ferrovie. Ha denunciato il peggioramento delle condizioni di lavoro tra cui il ritorno ad orari di lavoro da inizio '900 e la differenziazione in peggio delle condizioni contrattuali nei confronti dei giovani rispetto a quelle per i lavoratori più anziani.
Ha ricordato la partecipazione dei ferrovieri italiani alla giornata di mobilitazione del 19 aprile a Parigi in solidarietà con i lavoratori della SNFC.
Ha infine anche lui ricordato che si cercherà di attuare uno sciopero in Italia a metà giugno in coordinamento con quello programmato in Francia.

Frullo

L'intervento di Michele Frullo (USB Atac)

É intervenuto sulla questione ATAC. Ecco in sintesi i punti:
a) Processo di degrado dell'ATAC iniziato sin dal 2010 che ha visto:
mancati investimenti statali e regionali;
cessioni di linee ad aziende private amiche, corrispondenti ad un mancato introito per ATAC stimabile in 1 MLD euro/anno;
gestione delle linee da parte del soggetto privato TPL con servizio scadente e mancata erogazione di stipendi;
bus vecchi di 12-18 anni e manutenzione esternalizzata carente con conseguente aumento degli incidenti e dei fuori servizio: ogni giorno, di 1.900 bus, ne escono 1.100 e di questi ne rientrano 400 per guasti. Di tutto questo gli utenti, disinformati, se la prendono con i lavoratori, chiaramente non responsabili di tale situazione;
rinnovo tardivo dei mezzi per cui i nuovi bus non dovrebbero arrivare prima del 2020.
b) Concordato preventivo il cui impatto negativo potrà ripercuotersi anche sull'indotto. Il processo di concordato deciso per Roma è stato avviato anche per Torino ed è stato ventilato anche per Napoli: esso sembra configurarsi come un mezzo per i comuni per scaricare sulla magistratura la responsabilità di un'eventuale privatizzazione.

Guglielmi

L’intervento di Carlo Guglielmi (avvocato Forum diritti lavoro)

Avvocato del Forum Diritti Lavoro, ha illustrato i principali punti dell'iter della legge 146/90 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, in particolare gli ultimi aggiornamenti e provvedimenti applicativi, che ha portato nei fatti ad una grave limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici, tra cui i trasporti, e ne ha evidenziato la grande differenza con la normativa francese. Attenendosi alla regolamentazione attualmente vigente in Italia, sarebbe infatti impossibile attuare scioperi estesi e continuativi come quelli dei ferrovieri francesi.
Al riguardo ha ricordato i punti salienti che hanno portato alla situazione attuale:
la legge dell'11 aprile 2000, emessa con l'accordo di Confindustria e dei sindacati confederali, che introduce l'intervento di una Commissione di Garanzia e l'obbligo di rarefazione degli scioperi;
la delibera del 2018 che, ritenendo non bastevole la legge del 2000, aumenta ulteriormente la rarefazione, in particolare il tempo di attesa di un eventuale secondo sciopero, e stabilisce comunque il divieto di sciopero nel periodo estivo dal 28 luglio al 3 settembre;
successivo accordo del 28 febbraio 2018 che pone ulteriori limiti, riconoscendo rappresentatività ai soli sindacati firmatari, rendendo meno vincolante l'obbligo di cui all'art. 1 di fermarsi anche per il datore di lavoro grazie all'aggiunta della postilla "… salvo regolarità dell'esercizio…", estendendo l'obbligo, per poter indire lo sciopero, della concomitanza di servizi, non più "alternativi" come sancito in precedenza, ma semplicemente "altri". I confederali e, in particolare la CGIL, accettano queste ulteriori limitazioni pur di ottenere la riduzione del periodo di rarefazione da 20 a 10 gg. Risultato che viene totalmente vanificato dalla Commissione di Garanzia che riporta il periodo di rarefazione nuovamente a 20 gg.
A questo punto, sulle azioni da intraprendere in futuro ha accennato a possibilità quali una nuova organizzazione sindacale che cominci a proclamare scioperi anche al di là degli attuali vincoli, la collaborazione tra diverse sigle antagoniste e l'alleanza con altri soggetti anche fuori dei posti di lavoro (ad es. mobilitazioni metropolitane).

Schifone

L'intervento di Michele Schifone (Portavoce USB Trasporti Piemonte)

Ha illustrato le criticità riguardanti il debito, l'occupazione, i diritti dei lavoratori, gli investimenti, a fronte anche di un programma che dovrebbe portare entro 3 anni alla privatizzazione dei trasporti a Napoli, Torino e Roma.
Ha ricordato gli ostacoli frapposti dai sindacati confederali all'organizzazione degli scioperi da parte dell'USB. Ha tuttavia ricordato l'alta percentuale di adesioni all'ultimo sciopero dell'8 maggio.
Ha infine anche lui accennato all'ipotesi di sciopero di giugno.

Alitalia

L'intervento di una rappresentante USB di Alitalia

Una rappresentante USB di Alitalia ha illustrato il fallimento della privatizzazione della compagnia su tutti i fronti (entità dei trasporti, aeromobili, rotte ecc.) fino ad arrivare all'attuale commissariamento. Ha ricordato come l'accordo con l'azienda è stato bocciato dal referendum del personale dipendente, facendo presente al riguardo come le richieste nei confronti dell'azienda sono le stesse degli altri lavoratori del settore in Europa.

Reddat

L'intervento di Matthieu Reddat (CGT) su Air France

A questo punto è intervenuto nuovamente Matthieu Reddat ricordando che anche in Francia la privatizzazione 15 anni fa di Air France era stata presentata come l'avvio di un futuro brillante, mentre ha portato nei fatti a risultati insoddisfacenti, ad una riduzione del personale di oltre 10.000 lavoratori ed al blocco da 8 anni degli stipendi. Di contro i concorrenti stranieri operano in modo truffaldino legando il trattamento del proprio personale alle condizioni vigenti nei loro paesi di riferimento. Ha inoltre segnalato che il personale di Air France ha già effettuato 10 gg di sciopero in concomitanza con le mobilitazioni nella SNCF.

Staccioli

L'intervento conclusivo di Francesco Staccioli (USB)

espone quindi le conclusioni dell'incontro, sottolineando i seguenti punti:
le privatizzazioni sono un pilastro per il profitto liberista e in Italia le organizzazioni sindacali non sono adeguatamente preparate ad affrontare questa politica. L'Italia è l'unico paese che ha addirittura privatizzato il controllo aereo;
di contro in Francia un rappresentante come Matthieu opera nell'ambito della CGT, uno dei maggiori, tradizionali e consolidati sindacati. La CGT attua mobilitazioni e lotte che, al confronto, la CGIL in Italia non riesce neanche ad immaginare;
le privatizzazioni operano su uno scenario transnazionale, pertanto la questione SNCF è anche un nostro problema;
occorre unire i lavoratori anche se di categorie contrattuali diverse;
dobbiamo avere dietro le persone guardando oltre il luogo di lavoro;
un problema chiave in Italia è costituito dalla Commissione di Garanzia.
Ha infine ricordato il lancio il giorno prima a Napoli della Campagna per le FS e la buona notizia del reintegro da parte dei giudici dei primi 12 licenziati di Meridiana.

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