Visualizza e salva l'invito

Questa la proposta e l’invito:
noi abitanti movimenti associazioni comitati attivi a Roma e nel Lazio abbiamo perfettamente capito che il diritto a conoscere e a capire, per potere cambiare, non ci verrà regalato da nessuno; e che dovremo conquistarcelo con le nostre forze. Per questo occorre accomunare idee, informazioni, iniziative per contribuire al rafforzamento del conflitto con le cose che non vanno e delle alternative. Rispettosi delle opinioni e dei ruoli di tutti ma consapevoli del fatto che, se non ci uniremo, la capacità di mutare il corso delle cose rimarrà, come è oggi, estremante limitata. Vogliamo diventare, tutti insieme, "osservatorio civico": un punto di partenza forse modesto ma un obbiettivo già in sé ambizioso.
Per rendere chiaro ciò che intendiamo guardiamo al processo di distruzione del servizio di trasporto pubblico. L’opinione pubblica è indotta a credere che la responsabilità del disastro sia del monopolio pubblico inefficiente quando non dei lavoratori fannulloni e che si debba ricorrere alla capacità dei privati acuita dalla concorrenza. Ci uniamo per contrastare questa narrazione interessata a nascondere una situazione molto più complessa, per aprire una discussione pubblica non solo sulle responsabilità dei lunghi anni di malgoverno che hanno concorso a questa situazione ma sulle azioni necessarie per modificare un servizio che deve essere pubblico ed efficace. Le Amministrazioni comunali e regionali hanno le loro colpe per lo stato disastroso dell’azienda Atac, per la vergogna del servizio urbano e ferroviario, per la crescita abnorme della motorizzazione privata e del pendolarismo, ma le sinistre i sindacati i lavoratori gli utenti hanno smarrito l’idea stessa di servizio pubblico come mezzo di riduzione delle diseguaglianze. Le elezioni regionali prima e il referendum dei Radicali poi sono i momenti nei quali sconfiggere questa deriva per fare di Atac, ormai indifendibile, qualcos’altro rispetto a quella che è diventata, cambiando in radice le politiche della mobilità. Perché ciò sia possibile è urgente un grande impegno di chiarimento e di diffusione della consapevolezza che è in gioco un diritto portante di cittadinanza.
L’amara vicenda del servizio di trasporto pubblico non è isolata: la salute, l’istruzione, l’ambiente, i beni culturali, l’abitare, il lavoro sono investiti da analoghi processi di mercificazione e speculazione. Vi è un nesso evidente tra non ascolto, silenzio, mala informazione e degenerazione progressiva della vita pubblica. L’economia e la politica producono in quantità industriale promesse, menzogne, silenzio : la rete con le sue "fake news", i partiti oramai dediti alla pubblicità, i media fornitori di opinioni precotte più che di racconti di quanto succede, le istituzioni della democrazia dedite a coprire ogni possibile traccia del loro operato e del loro malfunzionamento. Un circolo vizioso che deve essere spezzato, una realtà penosa che non possiamo accettare come irreversibile. Ci ostiniamo a pensare che il decadimento di Roma, della politica e della democrazia non sia fatale; che sia possibile cambiare, Su questa base nasce l’Osservatorio per ascoltare, capire, condividere, agire con consapevolezza e con apertura alle ragioni e alle esperienze di correzione e mutamento di condizioni insopportabili.
Dopo l’importante incontro del 14 dicembre scorso “Atac alla ricerca del servizio pubblico perduto” di cui trovate gli atti sul sito di Calma VEDIAMOCI IL 23 GENNAIO PROSSIMO ALLE ORE 17,00 IN VIA NAZIONALE 66, presso l’Associazione Per Roma, per dare vita all’Osservatorio QUALE ROMA ? con il compito di contrastare i processi di privatizzazione e di affermare l’idea di servizio pubblico sancita dalla nostra Costituzione. A breve seguirà una bozza di documento programmatico.

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