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Un anno dopo

di Vittorio Sartogo          Roma, 26 Giugno 2017

Un anno dopo

Purtroppo la situazione della mobilità a Roma resta drammatica non ostante la celebrazione del 1° anno di Amministrazione Raggi. Ovviamente gravissima era l’eredità lasciata dalle precedenti Amministrazioni, tuttavia il desiderio di cambiamento, di discontinuità, espresso con il voto alla Amministrazione 5 Stelle lasciava intendere che ci fossero le forze necessarie per avviare il rinnovamento atteso. Invece nel rendiconto gli aspetti positivi si riducono a ben poca cosa: sostanzialmente l’acquisizione di 150 autobus nuovi e di 45 filobus, la messa in progettazione di alcune linee di tram e di due/tre funivie, l’aumento delle multe per i bus turistici che invadono giornalmente la città, l’avvio della costruzione del Piano urbano per la mobilità sostenibile. Sui quali aspetti positivi, tuttavia, alcune osservazioni già ne indicano la fragilità se non proprio l’inconsistenza. La gara per gli autobus era già stata aggiudicata in precedenza e i filobus fermi nei depositi e messi in circolazione senza un adeguato programma (corridoi della mobilità, manutenzione …) si guastano facilmente nella parte elettrica; situazione del resto ampiamente nota dai giornali e sperimentata dalle esasperanti attese alle fermate, soprattutto nei quartieri periferici, che riguarda un po’ tutto il sistema su gomma e sfiora ormai anche le due metropolitane A e B. La messa in progettazione delle nuove linee di tram si riduce ad aver tolto dai cassetti dell’Agenzia per la mobilità alcune idee lì da tempo giacenti. Parliamo di idee perché si tratta di progetti tecnici, qualcuno neppure definitivo, che riguardano essenzialmente l’armamento della linea, ovvero la realizzazione dei binari e non la connessione con il contesto del sistema di trasporto pubblico e privato esistente. Non che non si sia valutata l’importanza di ogni singola linea, ma manca il programma del suo inserimento nei flussi sociali attualizzati e nelle linee interagenti per evitare, per esempio, di sopprimere altre tratte di trasporto (come è accaduto alle volte specie per le metropolitane) saturando immediatamente la linea stessa. Ciò sembra sarà demandato alla redazione del PUMS su cui brevemente torneremo più avanti, significando dunque che non sono progetti attualmente cantierabili per i quali d’altronde i finanziamenti annunciati entrano appunto nel PUMS come somme reperibili nel bilancio comunale. Delle funivie, anch’esse da tempo progettate, a differenza dell’ironia di qualche commentatore ne vediamo l’utilità, anche se non proprio prioritaria nel sistema del trasporto pubblico romano, Magari sarebbe meglio se si evitasse di annunciarle ricorrentemente e si passasse ad agire, facendo conoscere intanto alla città i singoli progetti, i costi e benefici attesi e le ripercussioni positive in termini di intermodalità e diminuzione del traffico privato. Sui bus turistici torneremo, notando ora che i controlli sono attualmente inefficaci, forse miglioreranno con le nuove tecnologie che si afferma di voler adottare almeno sotto l’aspetto delle entrate, ovvero del piccolo risarcimento per il danno compiuto contro la città, i suoi abitanti il suo patrimonio. Quanto a fidare in queste tecnologie per la soluzione del problema in assenza sostanziale di un piano del turismo e di accessi alternativi e non soltanto “controllati” …campa cavallo! Il PUMS, infine, dovrebbe iniziare il suo iter di costruzione in questi giorni con il Portale in cui saranno deposti i “punti fermi” annunciati dalla Giunta: le linee di tram citate e altre, il collegamento a Tor Vergata tra le metropolitane A e C, nonché l’adeguamento tecnologico di A e B; l’ammodernamento della ferrovia Roma- Giardinetti. L’obiettivo “strategico” di superare il gap infrastrutturale esistente e di ottimizzare il sistema della mobilità si propone sia condiviso dalla popolazione per comprenderne appieno le esigenze. “Insieme per migliorare la città” è l’assunto: peccato che ormai ci sia un intero anno di NON ASCOLTO della città. Ogniqualvolta si è presentata una domanda di incontro, una richiesta, la necessità di un confronto o almeno di una conversazione per sapere o per far conoscere la risposta è stata… il silenzio. L’incontro informale, poi, anch’esso rarissimo, si è risolto in un umiliante flatus vocis privo di seguito. Ora il Portale PUMS che tuttavia non può annullare i processi di decisione partecipata che implicano non solo la messa in rete delle idee differenti e uguali o simili ma il dibattito pubblico. Un dibattito che abbia peso reale e non sia ridotto alla formalità dell’ascolto privo di efficacia.

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