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Comunicato stampa del 26 ottobre 2015

Con le dimissioni del sindaco Marino si è manifestata appieno quella brutta crisi del Campidoglio che covava da tempo, le cui cause  immediate risiedono nello sfaldarsi della maggioranza e nel brutale scontro politico che oppone le forze in essa presenti. Ma le cui radici profonde stanno in un governo della città che ha deluso quanti, votandolo,  pensavano possibile l’inizio di  cambiamenti non superficiali nell’abitare, nella mobilità, nell’urbanistica, nell’inclusione sociale, nella cultura; insomma nella vita della città. Né il debito enorme del Comune e delle Aziende, né la deteriorata situazione amministrativa, né parentopoli , né il peso delle rendita e della speculazione hanno convinto il Sindaco a trovare nel suo elettorato e nei cittadini le forze che potevano sostenerlo. La cosiddetta partecipazione è restata apparenza e Mafia Capitale e i tanti episodi di corruzione e malversazione hanno messo in luce il groviglio di interessi criminali intessuti alla politica, devastanti per Roma, L’inadeguatezza delle classi dirigenti e la corruzione sono due aspetti che ricorrono continuamente nella storia della città. Basta ricordare il celebre aforisma  "Capitale corrotta, nazione infetta".

In Campidoglio si apra la discussione sulla natura di questa crisi, iniziando a porvi rimedio precisamente impedendo che si trascini e si concluda al di fuori della sede istituzionale, il Consiglio Comunale, nell’oscuro e ambiguo terreno delle interpretazioni giornalistiche e della manovre dei partiti unicamente preoccupati di accreditare la migliore immagine di se stessi .

Le dimissioni del Sindaco - meno responsabile  del pesante degrado della città di coloro che ne chiedono le dimissioni - assumeranno un significato di brutale estromissione ad opera di chi spera nella continuità dei vecchi giochi politici e nelle grandi abbuffate di sempre, qualora si evitasse un trasparente e comprensibile dibattito in Campidoglio e con la città o quanto più lo si volesse ridurre a una conta già consumata. Basta con le crisi giocate in lotte intestine, trasformismi, fughe dalle responsabilità, curando unicamente di tenere all’oscuro i cittadini.

La grande questione politica di Roma non può ridursi all’onestà personale (indispensabile  presupposto morale ma non argomento politico) ma riguardare  l’idea della città: quale pensiero, quali obiettivi, quale partecipazione e azione degli abitanti  possono costruire un nuovo modo di governare. Roma. Le associazioni, i comitati, le periferie, i diversi quartieri e rioni, le forze vive della città devono essere interlocutori di questo dibattito. Scuotendo in tal modo la rassegnazione, l’apatia e l’indifferenza che ormai serpeggia nel popolo romano.

Calma,modesta  interprete della domanda di rinnovamento,  avverte il pericolo,  mortifero per la città, di una toppa  che lasci tranquilli chi vorrebbe risolvere tutto con futili rassicurazioni.

Questo comunicato è anche un appello perché in Campidoglio e nella città si avvii un dibattito serio, con l’obiettivo non tanto di un nuovo governo, ma di un governo nuovo. Democrazia è qui veramente sinonimo di cambiamento.

C.A.L.M.A.    Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa