Stampa
Visite: 856

A - Il licenziamento del sindaco Marino, da parte del PD e del Vaticano, per quanto non inaspettato visti i tristi avvenimenti degli ultimi mesi, complica gravemente la già difficile situazione della Città e dell’Area Metropolitana. Non perché non fosse critico anche il nostro giudizio sull’operato della Giunta e del Consiglio comunale, assai lontano e in contrasto con quanto pur era stato promesso nei programmi elettorali, in particolare per quel che riguarda lo stato insopportabile della mobilità, la pratica delle deroghe urbanistiche per “ interessi generali”, l’inarrestabile consumo di suolo, l’incapacità o non volontà di porre un freno ad opere grandi distruttrici e poco o per nulla utili quando non dannose. Non perché non avessimo rilevato che il Sindaco, invece di sorreggersi sull’elettorato che lo aveva votato trovando in esso la forza che poteva sostenerlo nel risanamento della vita contabile, amministrativa e sociale contro gli interessi fortissimi che si sarebbero opposti, aveva conservato alla partecipazione una funzione esclusivamente burocratica e di facciata e non aveva alcuna idea del cambiamento che sarebbe stato, ed è, necessario sul piano istituzionale e politico. In tal modo dimostrando una pesante incapacità politica e di conseguenza responsabilità sua propria nella depressione della città. La situazione diverrà ancora più pesante, ora, per  il modo in cui è stato defenestrato, per gli interessi che sono riusciti a coalizzarsi per farlo dimettere, e per la vergognosa campagna di stampa che ha martellato sulle insufficienze e  sugli errori del Sindaco. Desta profonda inquietudine e allarme che un quotidiano come la Repubblica titoli “Il Vaticano avverte: via Ignazio e poi saremo neutrali” (12 ottobre, pagg.10 e 11).

 

Nella contingenza qui sinteticamente richiamata é opportuno raccogliere analisi, commenti e osservazioni e aprire sul sito un apposito spazio anche in vista delle elezioni della prossima primavera, per cercare di essere presenti con precise proposte nel dibattito sui programmi elettorali.

 

B - Calma, riprendendo le fila della propria azione, precisata a grandi linee della riunione del 6 ottobre scorso, si propone di:

1.-Approfondire l’Agenda mediante una elaborazione e scrittura pubblica, aperta, in cui possano confluire i contributi delle Associazioni e Coordinamenti che hanno già rapporti con Calma e di altri che in questi mesi riuscissimo a contattare e interessare. Questa modalità dovrebbe consentire di unire le differenti esperienze e proposte in un quadro d’insieme che rafforzi ciascuna di esse senza lederne in alcun modo l’autonomia. E’ giunto cioè il momento in cui tutti ci costringiamo a precisare quell’idea di città che riteniamo sia mancata, finora, nel dibattito pubblico e che citiamo come presupposto e orizzonte del cambiamento indispensabile; ovvero quel progetto strategico di città in cui riconoscerci  per superare la marginalità della singola situazione e mostrare che invece essa è parte di un interesse generale della città. Insomma, dove ogni rivendicazione si spoglia, per così dire, dei propri veli parziali o corporativi e diventa parte di un interesse comune, valido per la città nel suo insieme.

2.- Partendo dunque dalle esperienze e proposte esistenti  (cfr. gli atti dei Convegni, le iniziative del Forum Paesaggio, Adp, Pontina, Aeroporto, Roma ciclabile, Centro storico Casalotti libera, Roma Giardinetti, Roma Ostia ecc. ecc. cui rimandiamo  per brevità),  debbono tuttavia essere affrontati temi sui quali sono intervenuti ulteriori peggioramenti o altri sui quali non è stato concentrata finora un’analisi sufficiente. Bisogna approfondire contenuti e interdipendenze dei punti nodali fin qui acquisiti: la ragnatela urbana, le 100 stazioni, la ciclabilità e pedonalità, il contrasto alle grandi opere, il potenziamento delle linee esistenti  su ferro e gomma, tutti quegli atti che possono mettere a sistema quanto già esiste, ecc. E bisogna prendere posizione su temi sui quali non si è raggiunta una proposta definita; per esempio: a) la situazione dell’Atac e del Cotral per evitarne la privatizzazione; b) la distribuzione delle merci in ambito urbano; c) la mobilità dei turisti; d)le caratteristiche del pendolarismo;e) l’organizzazione della domanda di trasporto; f)l’auto elettrica; g) il car sharing e car pooling; ecc.

 

- Il Giubileo e le Olimpiadi. Sul primo forse non è possibile far nulla, ma accettare con cristiana rassegnazione di vivere un anno da incubo, grazie all’assai poco misericordioso Vaticano che ci propina una situazione che non  potrebbe essere meno insostenibile, sotto i profili ambientali e sociali, Dalla relazione Gelsomini pubblicata sul sito si è visto come sarà difficile contenere l’invasione dei bus turistici; comunque raccogliamo tutti i suggerimenti possibili da offrire al Commissario che sarà nominato.

Per le Olimpiadi, invece, è possibile ancora intervenire partecipando a un Comitato unitario che scongiuri questa eventualità. Non solo il Comune ma tutti i Municipi, secondo la stampa,  si sono espressi favorevolmente ipotizzando un impulso decisivo per la crescita della città . Non hanno letto le analisi riguardanti le Olimpiadi finora svoltesi in altri Paesi che dimostrano quanto sia difficile gestire nel tempo il lascito di tali eventi, con grande danno economico . Il carico per i contribuenti romani, già con sulla testa la spada  di Damocle del debito comunale e delle aziende, diventerà  opprimente. Un’opera di informazione efficace possiamo farla usando il nostro sito.

 

D - In questi giorni il Sindaco dimissionato decide la pedonalizzazione dei Fori, con esclusione del transito anche degli autobus. Noi non possiamo che plaudire a questa decisione, e vorremmo che fosse sostenuta da una adeguata pianificazione del periodo di transizione, fino al consolidamento della chiusura. L’impegno è quello di evitare che resti un intervento slegato dalla riorganizzazione dell’intera mobilità dell’area di riferimento, e perciò non destinato a durare nel tempo. E’, poi, evidente che la pedonalizzazione dei Fori concorre obbligatoriamente sia a riprogettare la linea C, escludendo l’attraversamento dei Fori ,con terminal  dunque a san Giovanni o Circo Massimo, sia a riprendere la nostra proposta dell’attestamento dei bus turistici ai terminal delle metro e alle stazioni ferroviarie all’esterno del GRA.

 

E -  Punto focale del nostro programma, e dell’Agenda, è la proposta intorno al cambiamento che è necessario di fronte alla crisi non solo della partecipazione , ma delle istituzioni rappresentative e della stessa politica. Crisi della rappresentanza e della democrazia. Intendendo con il termine crisi non solo quella dei partiti, ma più in profondità l’assenza di  punti di vista lungimiranti, non legati unicamente a calcoli elettorali o al potere dominante. Nel nostro caso manca un progetto strategico per una città come Roma che non può diventare solo meta turistica o meta agognata dai pellegrini, ma dovrebbe, deve, avere un suo proprio futuro non coincidente esattamente soltanto su queste dimensioni. Una mobilità diversa dall’attuale deriva sia dalle nuove tecnologie e dal recupero di una onesta gestione delle aziende e del Comune, ma soprattutto se si afferma un’idea non solo di efficace accessibilità bensì di autentica vivibilità. Rimuovendo le esclusioni e marginalizzazioni. Che cosa significa questo, in concreto? Attraverso quali modifiche della mobilità si può concorrere a definire un diritto alla città centrato sulla dignità ed eguaglianza delle persone che vi vivono, , sulla tutela dell’ecosistema e dei beni culturali, sulla conoscenza e il lavoro …? E’ il compito che compete anche a noi.

 

F - In questo contesto il tema dei conti pubblici, dell’Area metropolitana e dei Municipi ovvero delle priorità programmatiche e del percorso per giungervi nonché delle modalità democratiche  di decisione sono i problemi da risolvere per superare l’accentramento burocratico sugli esecutivi, la mancanza di trasparenza, la riduzione della democrazia alla formalità del voto privandola della sostanza. Qui ci soccorre quanto abbiamo già scandagliato, dalla trasformazione in Comuni dei Municipi, alla funzione di organizzazione della domanda di trasporto da parte dei Comuni del Lazio, alla programmazione democratica di area vasta mediante Conferenze pubbliche di valutazione delle priorità, secondo modelli che altri Paesi europei già adottano. L’approfondimento riguarderà soprattutto le iniziative utili per contestare la programmazione burocratica o meramente aziendale oggi in uso.

 

G - Ai fini della comunicazione va ripresa l’idea della produzione di Video su alcune situazioni e la produzione di una news letter che richiami l’attenzione sul nostro sito (peraltro in sinergia con siti analoghi).

Un impegno severo, dunque; c’è bisogno del contributo di tutti, perciò l’invito a ciascuno di far girare questo programma e organizzare incontri per la sua realizzazione.

 

Vittorio Sartogo

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie leggi l'informativa.