La privatizzazione dell’aria

e la morte dell’ecosistema urbano

 

mercoledì 20 giugno 2012 - ore 16,30

Sala Gonzaga - Roma - Via della Consolazione 4

 

Nelle 13 maggiori città italiane, la concentrazione di polveri sottili (PM10 superiori a 20 microgrammi per metro cubo) ha prodotto tra il 2001 e il 2004, una media di 8220 morti/anno, ovvero pari al 9% della mortalità degli individui con età superiore ai 30 anni per tutte le cause, esclusi gli incidenti stradali. Cancro al polmone (742 casi/anno), infarto al miocardio (2562 casi7anno), ictus (329 casi/anno), bronchiti,  asma…

Relativamente a queste stesse 13 grandi città, è possibile prevedere - se gli spostamenti che richiedono meno di 15 minuti fossero effettuati in autobus -  un abbattimento tra i 581 e i 628  casi annui di mortalità per tutte le cause, una riduzione superiore ai 50 casi annui di mortalità per tumore al polmone e una diminuzione di più di 200 casi annui per effetti cronici. Maggiori saranno gli abbattimenti ( e il risparmio nella spesa sanitaria) nel caso di programmi mirati alla conversione dall’uso dell’auto individuale ai trasporti pubblici.

 

Calma, (Coordinamento delle associazioni del Lazio per la mobilità alternativa)

presenta uno studio scientifico sulle conseguenze negative sulla salute umana indotte dall’inquinamento dell’aria dovuto in buona parte dalle emissioni del numero abnorme dei veicoli a motore in circolazione. Nel Convegno saranno prodotte relazioni sugli effetti negativi sulla salute degli animali che vivono in città, sulla qualità della flora, sullo stato dei monumenti. Insomma, come dice il titolo del Convegno, l’automobile uccide la città e siamo di fronte a una massiccia privatizzazione dell’aria dove tutti scaricano veleni e inquinanti

Lo scopo del Convegno è di creare un allarme sulla qualità della vita urbana e porre le basi per una inversione di tendenza, denunciando l’irresponsabilità delle Istituzioni pubbliche, tutte, e il mito della crescita. La città non può essere solo il luogo dei consumi o quello nel quale produrre i propri esercizi politici. La città è il luogo della vita, del lavoro, di forme di produzione scelte in armonia con l’ecosistema di cui è parte decisiva.

Il Convegno si è chiuso con un Memorandum sulle cose da fare (e su quelle da evitare)  a Roma e con un Appello contro la morte delle città. Memorandum e Appello sono stati discussi ampiamente nelle scorse settimane e hanno circolato nel web.

Relatori al Convegno sono stati i ricercatori Eleonora Pieralice dell’Isfort e Lucio Triolo ex Enea, i proff.ri Giorgio Nebbia e Bernardo Rossi Doria, i proff.ri dell’Università La Sapienza Luigi Campanella, Anna Maria Testi, Giuliano Fanelli, Mauro Cristaldi e Germana Szpunar,nonché la prof.ssa  Anna Maria Giovagnoli dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma.

 

Allegati i testi dell’ Appello e del Memorandum

 

Vittorio Sartogo portavoce Calma

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