Si è convenuto di organizzare l’Assemblea, più volte annunciata, sulla proposta comunale di nuovo PGTU , ma non solo. Nel senso che il Pgtu proposto è ancora troppo lontano da quel che ci aspettiamo possa essere utile, per i molti motivi messi in luce negli incontri che ci sono stati presso l’Agenzia per la mobilità (dalla mancanza di una base di indicatori della situazione esistente e dell’efficacia delle azioni proposte, alla indeterminatezza degli obiettivi, alla riduzione degli interventi a quelli (im)possibili senza modifiche strutturali e impegno di nuove progettazioni e di specifici finanziamenti; soprattutto perché si resta in ambito comunale e non di area vasta e metropolitana, senza proposte sullo stato disastroso delle aziende del TPL). Naturalmente la gentilezza dei nostri interlocutori ha permesso alcune correzioni e anche l’attenzione ad alcune proposte, pur senza che ciò abbia potuto modificare né i limiti del processo partecipativo, individuato piuttosto come una“procedura partecipativa”(?), né le caratteristiche della programmazione prevista, per renderla un’efficace processo di decisione partecipata.

In questo contesto due sono apparsi come aspetti da risolvere:

a) la circostanza che un’insieme di decisioni comunali restano in vigore, per così dire, con la conseguenza che la programmazione “ufficiale”è obbligata a tenerne conto (ad esempio, ciò vale per la metro C di cui resta in vigore il percorso inizialmente previsto mentre sappiamo che è in discussione se possa arrivare fino a Piazza Venezia e comunque , oltre tale piazza non vi sono finanziamenti e neppure previsioni credibili per un arco lungo di anni; egualmente per la metro D che non risulta cancellata; o per i corridoi della mobilità; per non parlare della circostanza che non vi è cenno ai programmi delle ferrovie regionali o dello stato di deficit dell’Atac …)

b) l’individuazione di responsabilità sia nel processo definitorio degli obiettivi e delle azioni che in quello attuativo.

Per l’Assemblea ci si sta informando per sapere quale sia la prima data utile per utilizzare la Sala del Carroccio; ritenendo che i cittadini debbano poter parlare in Campidoglio come sede propria (il “senatus populusque romanus” inciso sullo stemma del Comune; ovviamente con certe prescrizioni) e non solo del Sindaco e del Consiglio comunale.

Per il titolo dell’Assemblea tutti sono invitati a formulare la propria proposta.

Nel merito, l’Assemblea dovrebbe seguire il canovaccio di quella che tenemmo il 9 dicembre scorso sulla metro C. Ossia una parte generale di analisi del Pgtu, in cui riproporre, ampliandoli, i temi di cui alla lettera al Sindaco del 28 gennaio scorso. In questa parte generale vanno messe a punto anche due proposte. A) un nostro “modello” di processo partecipativo e B) una analisi del debito del Comune

Sul punto A) perché sull’area vasta stanno proponendo strategie sia le ferrovie dello stato con il piano industriale che vi è già stato inviato, sia la Confindustria romana e laziale, sia pende irrisolta la proposta di legge che sopprime le provincie e istituisce le aree metropolitane. Abbiamo proposto che sul tema della mobilità ci si misuri con una programmazione di area vasta (la ragnatela su ferro), anche come esperienza ai fini istituzionali e partecipativi: argomento che deve essere ripreso e approfondito.

Il punto B) torna d’attualità anche per la recente vicenda della legge “Salva Roma”. Il debito accumulatosi storicamente fino al 2008 è stato assegnato alla gestione di un commissario; quello successivo viene tamponato con questa nuova legge. A parte ogni altra considerazione, scompaiono le responsabilità pregresse e attuali , in particolare delle Amministrazioni Rutelli Veltroni e Alemanno, e i debiti sono posti a carico dei contribuenti senza che vi siano modifiche alla gestione del denaro pubblico. Anzi, continua lo spreco sia mediante parentopoli che in infrastrutture e appalti mangiasoldi. Abbiamo legato l’analisi del PGTU alla apertura di un dibattito pubblico sul debito sia del Comune che delle Aziende ad evitare la facile scorciatoia che il pubblico è inefficiente e spendaccione e che l’unica alternativa resta la privatizzazione.

Nel frattempo con l’USB si sta costruendo un’intesa per chiedere alla Regione che l’assegnazione dei fondi europei sia svolta in modo pubblico e partecipato affinché servano a finanziare progetti utili e condivisi. A tal proposito è in preparazione la giornata di mobilitazione del 28 marzo prossimo.

La seconda parte dell’assemblea in programma dovrà invece concentrarsi su alcune proposte che diano il senso della direzione cui tendiamo. Esse sono sostanzialmente quelle elencate nell’ultima parte della nota allegata alla lettera al Sindaco del 28 gennaio scorso. Si concentrano sulla richiesta urgente della chiusura di programmi non più proponibili, come sostenemmo il 9 dicembre per la metro C (ma ci sono anche la Pontina, Fiumicino, la metro D) e sulla necessita di una programmazione articolata e sistemica di progressiva “uscita” dalla città dell’auto per la costruzione di una mobilità delle persone e delle merci diversa ….

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