Contesto

 Roma, 15 Giugno 2009

Il contesto. Un’idea di città differente

La situazione della mobilità a Roma e nell’hinterland di riferimento è estremamente drammatica, per il numero di veicoli a quattro e due ruote circolanti, per l’entità dell’inquinamento, Roma Città - Schema della mobilità collettivaper l’enormità dei morti e feriti da incidenti stradali urbani, per il tempo perso a causa della velocità di spostamento straordinariamente bassa, per la dimensione delle congestioni, in specie sulle vie consolari, per il degrado indotto nel patrimonio paesaggistico e storico ambientale, per la continua erosione di suolo e di aree libere, per le difficoltà frapposte alle normali attività quotidiane (spostamenti casa lavoro, casa scuola, erratici per le mille necessità di ogni giorno, uso del tempo libero). Con la conseguenza di un costo elevatissimo per la società, economico, ambientale, sociale e civile, e di una sostanziale inefficienza dei servizi collettivi.

La causa principale è stata da tempo individuata nella priorità di fatto concessa all’utilizzo di mezzi individuali di trasporto (auto e moto) che, se non limitato, impedisce qualsiasi miglioramento duraturo. Una politica della mobilità adeguata alla vita moderna richiede dunque una massiccia inversione di direzione, favorendo spostamenti di persone e merci mediante mezzi collettivi e riducendo drasticamente quelli individuali. Analogamente, il grande afflusso turistico va programmato e regolamentato in modo che la città non continui ad essere l’attuale garage per pullman.

Area Romana vasta - Schema della mobilità collettivaIl problema deve dunque essere considerato nella sua complessità: intanto definendo correttamente lo spazio entro il quale agisce, che non può essere altro che quello metropolitano, contestualmente tenendo conto che le modalità dell’urbanizzazione complessiva potentemente determinano le forme di mobilità, conseguentemente innovando nelle politiche delle aziende pubbliche di trasporto, integrando la programmazione di area vasta e le strategie di finanziamento, suscitando scelte tecnologiche e infrastrutturali appropriate.

In sostanza si tratta di delineare un modello metropolitano differente dall’attuale, nel quale si affronti la realtà drammatica del pendolarismo e si corregga l’espansione a macchia d’olio della città, si effettui una decisa opzione a favore del trasporto su ferro e della mobilità dolce (bici e piedi), si imbocchi decisamente la strada dell’intermodalità, integrando le differenti forme di viaggio, si punti ad un ruolo centrale del trasporto pubblico locale adeguando linee, qualità e flessibilità del servizio. Nel lungo periodo ciò implica la capacità di modificare la forma della metropoli, con programmi di riqualificazione, con l’ individuazione di funzioni del territorio suscettibili di divenire poli di decentramento e decongestionamento, con l’adozione di nuove tecnologie che influiscano sulle modalità delle attività lavorative e sulle esigenze dell’abitare e delle relazioni sociali, nonché sulle infrastrutture della città moderna, che non possono essere più le grandi opere autostradali. In particolare ciò è necessario per poter risolvere le questioni legate alla distribuzione delle merci e alla diffusione di mezzi di trasporto che riducano il loro impatto sull’ambiente

I passi a breve e medio termine che questa Agenda indica più avanti si inseriscono in questa prospettiva, tendono dunque a definire un processo di transizione verso una metropoli più vivibile e forme di mobilità più a misura del desiderio sociale di libertà e, insieme, di accessibilità ai beni e ai servizi essenziali per una vita in comune di qualità. In questo senso, elemento cruciale di questa proposta è l’individuazione di nuove forme di governo democratico che, oltre che assicurare ai cittadini una valutazione consapevole e informata dei programmi, garantiscano la partecipazione e costituiscano un’innovazione sostanziale nelle procedure di individuazione delle scelte e di controllo delle stesse. Chiamando comunità di utenti e di lavoratori a decidere su servizi essenziali e sulla loro gestione, quali sono quelli della mobilità metropolitana.

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