Roma 18 luglio 2013

Gentile Sindaco di Roma,

con la presente lettera i sottoscritti coordinamenti, comitati e associazioni chiedono un incontro per rappresentarLe le proprie proposte sulla mobilità metropolitana, con le connesse interdipendenze problematiche (urbanistiche, ambientali, del lavoro e dell’innovazione istituzionale); ovvero quei programmi strategici che, a nostro avviso, possono ridurre il degrado nel quale versano Roma e il suo hinterland.

Molti di noi Le hanno già scritto, singolarmente o in gruppi e probabilmente Lei e i suoi collaboratori siete già a conoscenza delle nostre idee. Lo facciamo ora congiuntamente per sottolinearne l’urgenza e la necessità di intervenire per fronteggiare l’attuale situazione, al limite della sostenibilità. Una conferma in proposito è l’elevata percentuale di astensione dal voto dei cittadini alle recenti elezioni, non solo per disaffezione ma anche perché stanchi di non essere ascoltati - dalle Istituzioni politiche ed amministrative - sulle proprie condizioni di vita (ultimo esempio gli anni della Giunta Alemanno).

Peraltro, la Sua maggioranza è una minoranza nella città lo diciamo non per ridimensionare la legittimità delle Vostre deliberazioni, ma per sottolineare che il cambiamento deve necessariamente ripartire dalla ricostruzione  di un  rapporto di fiducia tra Istituzioni e cittadini. Un impegno che deve spingere tutti – e Lei più volte ne ha sottolineata l’importanza - a una grande attenzione e cura per la costruzione di un libero e articolato dibattito pubblico.

L’obiettivo dell’incontro è di illustrarLe le convinzioni maturate nei conflitti sostenuti con la politica decidente in merito agli interventi necessari per trarre Roma e l’area metropolitana dall’attuale condizione di invivibilità. Alcune delle quali le abbiamo ritrovate nel suo programma elettorale e nelle linee programmatiche che sta presentando al Consiglio Comunale (pedonalizzazioni, riduzione dell’uso dell’automobile, mobilità dolce, limiti al consumo di suolo, ecc.) e questo ci induce a pensare che sia possibile un confronto costruttivo.

Tutto ciò premesso, Le proponiamo di confrontarci sui seguenti temi, che riteniamo dovrebbero divenire parte integrante dei Suoi programmi.

1) piano integrato della mobilità metropolitana e della logistica;

2) aziende pubbliche di trasporto su gomma e ferro;

3) piano regolatore generale;

4) programma di valorizzazione dei saperi esistenti;

5) modifica del progetto di Roma Capitale e nuova dinamica relazionale tra Organi Rappresentativi e Cittadinanza.

In sintesi:

  1. Indizione della Conferenza metropolitana sulla mobilità per mettere capo alla definizione del Piano integrato della mobilità metropolitana e della logistica. Assi centrali del tema sono interventi immediati a favore della mobilità dolce (pedonale e ciclistica), l’estensione delle zone a traffico limitato e quelle a velocità ridotta, l’ampliamento delle corsie (e delle strade) riservate a bus del TPL e la loro continuità da capolinea a capolinea, il potenziamento dei servizi di pubblico trasporto e a favore del tram, anche ridimensionando in tal senso i progetti costosissimi come la linea metro C, il recupero delle stazioni ferroviarie e metropolitane come nodi di scambio e non come outlet, l’abbandono delle grandi opere a favore di interventi di messa in sicurezza e di estensione delle infrastrutture su ferro (come sarebbe utile sulla Pontina utilizzando in tal senso i finanziamenti anziché destinarli ad una ulteriore autostrada), la regolazione della distribuzione delle merci in città, il divieto di parcheggio in città dei pullman, la revisione del piano urbano parcheggi, la riformulazione del sistema tariffario del Tpl , con forme di agevolazione/esenzione. Interventi a medio termine: chiusura dell’anello ferroviario, trasformazione dei corridoi della mobilità in linee metropolitane di superficie, realizzazione dei poli logistici, una moderna idea del turismo. E, prima dell’avvio delle opere – soprattutto quando si tratta di grandi opere, cominciando con quelle previste nell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino - esame pubblico della Verifica Ambientale Strategica (VAS). Insomma, un Piano della mobilità orientato dall’interesse pubblico.

  2. Strumento cruciale di una efficace politica del trasporto sono le aziende pubbliche su gomma e ferro che il referendum del 2011 mantiene in mano pubblica. Sarà argomento principale della Conferenza l’analisi e la proposta sulla loro gestione che noi vediamo come possibile attuazione del disposto costituzionale che ne prevede l’esercizio da parte di comunità di lavoratori e di utenti. In questo senso, mentre non ci convince la semplice riduzione del CdA alla figura dell’unico uomo al comando, ci rendiamo conto che la nostra proposta merita seri approfondimenti e condivisione per garantirne la fattibilità.

  3. E’ evidente che il precedente punto 1) è connesso alla riformulazione del Piano regolatore generale, devastato in questi anni da deliberazioni che hanno determinato la perdita di significato dell’attuale Piano e la necessità di un programma che limiti il consumo di suolo nell’Agro e in città, che argini l’aumento delle cubature, che eviti cambi di destinazione soprattutto di ciò che resta del patrimonio pubblico. Cioè del patrimonio comune a tutti gli abitanti. Che recuperi le aree dismesse e avvii la rigenerazione urbana, che riprogetti le stazioni del ferro, ad accessibilità pedonale e ciclabile protetta, come efficaci nodi di scambio intermodale,. La scelta è a favore del diritto all’abitare e a quel restauro conservativo che permetterà di far riemergere la morfologia inimitabile e la storia della città.

  4. Quanto detto in precedenza implica un programma di valorizzazione dei saperi esistenti nelle sedi accademiche e scientifiche, nella scuola, nei lavori e nelle professioni, nella cultura materiale, nelle amministrazioni pubbliche per determinare la coesione sociale necessaria per operare la transizione. Diviene risolutiva la capacità di tessere relazioni tra mondi e ambiti diversi in grado di affermare il nuovo rispetto alle forti resistenze di interessi materiali acquisiti e per stili di vita consolidati.

  5. Non sarà possibile ripristinare adeguate condizioni di vita e di lavoro riducendo drasticamente l’inquinamento corrosivo della salute umana e del patrimonio storico e ambientale romano senza riconsiderare due questioni istituzionali fondamentali. Intanto, la modifica del progetto di Roma Capitale nella prospettiva di Città metropolitana - con la connessa trasformazione dei Municipi in Comuni - valorizzando il ruolo della democrazia rappresentativa (in crisi, perché insidiata dai poteri finanziari e da interessi economici parassitari e della rendita). Poi, rilanciando una nuova fase di dinamica relazionale tra organi rappresentativi e cittadinanza. Le buone norme, le regole efficaci e durevoli, i programmi migliori nascono nel dibattito pubblico e nel confronto libero e responsabile delle parti interessate, con la corretta e puntuale informazione, con consultazioni frequenti e utilizzando anche referendum di indirizzo assicurando ai cittadini l’esercizio del proprio diritto di sovranità. Rendendo reale la possibilità dei cittadini di fare scelte consapevoli e di verificarle

Infine, strumento cruciale per dare efficacia al dibattito pubblico sono le motivazioni e gli obiettivi che debbono accompagnare sia i programmi strategici che i singoli provvedimenti. Sulle motivazioni si confrontano posizioni alternative analizzando l’utilità pubblica delle reciproche proposte. I tempi e le procedure di attuazione dei progetti implicano concretezza operativa e verifiche in corso d’opera e la possibilità di effettuare le necessarie correzioni. L’attenzione e la cura nella formulazione e nell’analisi delle motivazioni rafforzano quell’elemento di sincerità nel dialogo che è fondamentale per passare dalla strategia degli annunci e delle promesse alla concreta attuazione delle priorità condivise.

Per questo ribadiamo la nostra contrarietà a strumenti quali i poteri speciali e la gestione commissariale della mobilità, abrogati dalla riforma della Protezione Civile e reintrodotti  dal III decreto legislativo di Roma Capitale. E’ difficile credere che possa esistere e funzionare il “piano autorizzato con delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri”, previsto in tale decreto , per la rigidità di una attuazione che nei fatti aprirebbe il varco o alla gestione da parte dello stesso Consiglio dei ministri o a una pletora di deroghe. In ogni caso, secondo noi, tale piano non può essere altro che l’elaborato del Piano integrato della mobilità metropolitana e della logistica di cui al punto 1).

La presente lettera la inviamo anche al presidente della Regione Lazio e al l’assessore regionale alla mobilità per i motivi che derivano dai contenuti esposti.

In attesa di riscontro. Esprimiamo sincera cordialità e un augurio di buon lavoro.

 

ADP – Associazione diritti dei pedoni

Associazione Amico di quartiere

Associazione Comitato di quartiere Marconi

Associazione Cosmoroma

Associazione Viviamo Vitinia

Calma – Coordinamento Associazioni del Lazio per la mobilità alternativa

Comitato ciclabile Nomentana subito

Comitato di quartiere Monte Migliore

Comitato Fuori Pista Fiumicino

Comitato No corridoio Roma-Latina per la metropolitana leggera

Comitato pendolari litoranea Roma nord

Consiglio metropolitano di Roma

Coordinamento Comitati No Pup

Coordinamento Roma ciclabile

Coordinamento Salviamo il paesaggio di Roma e provincia

Laboratorio Carte in Regola

Lega Consumatori Lazio

Progetto Celio

UTP – Associazione utenti del trasporto pubblico

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